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Festività religiose e Folklore popolare

  • Madonna del Canneto (1-2 luglio)
  • Madonna del Carmine (14-15 luglio)
  • Santa Cristina: una delle maggiori ricorrenze religiose e civili dell'estate gallipolina. Le celebrazioni hanno inizio il giorno 23 luglio, con sparo di colpi a salve nella prima mattinata. Nel tardo pomeriggio si svolge, prima per mare a bordo di pescherecci, e poi a terra per le vie della città, la processione religiosa della statua della santa. Il giorno successivo c'è il tradizionale concerto bandistico all'interno di un teatro e, alla sera, uno spettacolo pirotecnico nel porto della città. Tale spettacolo viene ripetuto anche il terzo giorno di festività.Durante tutta la durata dei festeggiamenti vi è un tradizionale mercato serale nel corso principale di Gallipoli che, per l'occasione, viene addobbato con luminarie per tutta la sua estensione.
  • La cuccagna a mare: trattasi di un'antichissima tradizione popolare gallipolina che consiste nel sistemare sulla banchina del porto un palo di legno in posizione orizzontale parallelo al mare con un leggero angolo verso l'alto. Il palo è interamente ricoperto di grasso e sull'estremità è fissata un'asticella con una bandiera tricolore. Lo scopo del gioco è riuscire ad afferrare la bandiera superando le difficoltà dovute all'inclinazione e al grasso che rende il palo scivoloso. Il mare attenua le cadute dei partecipanti spesso rovinose. Le origini del gioco sono immemorabili e con ogni probabilità l'albero della cuccagna simula, in realtà, l'albero di bompresso, una delle parti costitutive dei velieri, dimostrando la storica vocazione marinara della città. La manifestazione si svolge il 24 luglio in onore dei festeggiamenti di S. Cristina.

Natale: religiosità, cultura, tradizioni, gastronomia [modifica]

Durante le festività natalizie è in uso suonare la Pastorale gallipolina per le vie della città. E dopo il Natale arriva il Capodanno, e per salutare l'anno nei migliori dei modi, a Gallipoli si fa il tradizionale "Pupu"; un personaggio di cartapesta artigianale che generalmente raffigura un vecchio, e che rappresenta l'anno che va via. Alla mezzanotte viene fatto scoppiare per dare il benvenuto al nuovo anno e si comincia a festeggiare.

Il carnevale: Le Focareddhe, i carri allegorici e il trionfo della cartapesta, lu Titoru

Il carnevale comincia il 17 gennaio con la festa di S. Antonio (te lu focu=del fuoco); e qui viene accolto con la tradizionale Focareddha; cioè un grande falò fatto dagli alberi usati a Natale come addobbo; dove tutt'intorno si festeggia con le prime maschere e soprattutto le prime chiacchiere (dolce tipico carnevalesco gallipolino). Generalmente l'ultima domenica di carnevale e il martedì grasso, vi è la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati sulla strada principale ossia il Corso Roma. I carri allegorici sono dei pupazzi molto alti fatti di cartapesta che raffigurano un tema scelto dal maestro cartapestaio; possono essere una protesta, una satira politica, ecc. Il gruppo mascherato più importante di Gallipoli è lu Titoru, cioè Teodoro. Tradizione vuole che Teodoro fosse un giovane gallipolino, che, tornato dal militare, chiese alla madre un piatto di polpette, il suo piatto preferito. La madre accontentò il figlio, ma questi, nella foga di mangiare le polpette, si strangolò con una di esse. Nel gruppo mascherato è, quindi, rappresentato il giovane morto, la madre e un gruppo di comari che piangono (le "chiangimorti"), che sono sempre dei ragazzi vestiti da donna. Infine, bisogna ricordare che la madre del "Titoru", è la "Caremma", che ritroviamo nei riti della settimana santa.

I riti pasquali e la Settimana Santa

  • L'Addolorata: la ricorrenza maggiormente sentita e festeggiata dalla cittadinanza e che da l'inizio ai riti della Settimana Santa. Il venerdì antecedente la Domenica delle Palme la Confraternita di Maria SS. del Monte Carmelo e della Misericordia celebra la festa di Maria SS. Addolorata preceduta da un solenne Settenario a Lei dedicato. Alle ore 12:00 del Quinto venerdì di Quaresima dalla Chiesa del Carmine parte la processione solenne che raggiunge la Basilica Cattedrale di S. Agata; subito dopo la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Diocesano, ad anni alterni, ha luogo l'esecuzione degli Oratori Sacri, opere di musica classica donate da grandi maestri della città alla Confraternita per la celebrazione della solennità. Subito dopo, la processione continua per le vie della Città nuova, sostando in tutte le Chiese Parrocchiali per un momento di preghiera e per la riesecuzione degli Oratori Sacri. A sera, rientrando dalla Città nuova, la processione sosta sulle mura sovrastanti il porto mercantile per la benedizione al mare e ai naviganti. La processione prosegue per le vie del centro storico, assumendo quel carattere suggestivo unito ad un profondo raccoglimento e ad una corale preghiera. Nella tarda serata la processione rientra nella Chiesa del Carmine percorrendo lentamente via Antonietta De Pace. Ciò che più risalta in questa manifestazione è la corale partecipazione dell'intera comunità gallipolina la quale, stringendosi intorno all'immagine dell'Addolorata, vive questo momento di profondo sentimento religioso, compartecipando così ai Dolori della Vergine.


  • La visita ai "Sepolcri": Nelle chiese confraternali e nella cattedrale di Gallipoli, il giovedì Santo, la giornata liturgica dedicata alla celebrazione dell'Eucaristia, si allestisce l'altare della Reposizione, detto "Sepolcro". Folle di fedeli, gremiscono la città vecchia, recandosi nelle chiese per adorare il Santissimo, mentre le processioni dei confratelli incappucciati, in segno di anonimato, iniziano il loro pellegrinaggio con lento incedere, scandito dal rullo di tamburi e dal lamentoso sibilo della tromba. Alcune confraternite hanno l'antico privilegio di indossare, in questa occasione, il capello da pellegrino ed il bordone.


  • La processione dei Misteri: Il venerdì Santo le confraternite del Santissimo Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli organizzano la toccante processione dei Misteri. Pochi istanti prima del crepuscolo, la sacra rappresentazione viene iniziata dall'apparizione del troccolante della confraternita del Crocifisso, che indossa un saio rosso, una mozzetta celeste e un cappuccio rosso che nasconde il viso. Porta sul capo una corona di spine, ricavata da una pianta cespugliosa che cresce spontaneamente nella macchia mediterranea (Asparagus acutifolius). La troccola o "trozzula" è un rudimentale strumento percussivo, costituito da un legno sul quale sono riposti dei battenti metallici. La funzione della "trozzula", come anche, della tromba e del tamburo è di annunciare alla popolazione il passaggio della processione. Seguono la croce dei Misteri e varie coppie di confratelli del Crocifisso che accompagnano le statue raffiguranti la Passione di Cristo e il Cristo Morto, antica statua lignea di pregevole fattura. Chiudono la processione i confratelli di S.Maria degli Angeli i quali indossano un saio bianco, mozzetta azzurra e un cappuccio bianco calato sul viso, in segno di lutto. Il sodalizio conduce il simulacro dell'Addolorata. La processione percorre le vie del borgo antico e della città nuova, seguita da centinaia di fedeli che partecipano composti in religioso silenzio, mentre bande musicali locali intonano strazianti marce funebri, composte da valenti musicisti concittadini, contemporanei e del passato. La processione rientra nelle chiese del Santissimo Crocefisso e di Santa Maria degli Angeli a notte fonda.
  • La processione della Desolata con il Cristo Morto: L'alba del Sabato Santo, la confraternita di S. Maria della Purità organizza la processione di Maria Desolata e del Cristo Morto. I confratelli vestono saio bianco, mozzetta giallo paglierino, cappuccio bianco calato sul viso e portano con se pesanti ceri. Le statua della desolata è particolarmente toccante, il suo viso esprime lo strazio per la perdita del caro figlio. Il cristo, disteso, è riposto in un'urna dipinta in oro zecchino. Gli splendidi simulacri, realizzati in cartapesta, risalgono al XIX secolo. Intriso di sacralità è il momento in cui la processione fa rientro nella città vecchia, le statue del Cristo e della Desolata, nel piazzale antistante il sagrato della chiesa, vengono accostate dai confratelli per sancire un incontro fisico e spirituale dopo la brutale separazione.
  • La Caremma è un fantoccio allegorico raffigurante una vecchia, abbigliata con abiti scuri e mesti. Rappresenta la penitenza quaresimale. La domenica di Pasqua viene incendiata, sancendo la fine dei rigori penitenziali della quaresima e annunciando la resurrezione di Gesù Cristo.

Tutto il materiale qui presente è stato preso da wikipedia.

 

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